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Itinerari magici attraverso la musica sinfonica e operistica dell'800-900

musica occidentale, nel suo incessante alludere ad una dimensione ultraterrena, è una musica escatologica ed apocalittica. Il ciclo di dipinti dedicati a Mahler ha come sottotitolo "visioni di paradiso". "J'ai tant rêvé, tant rêvé que je ne suis plus d'ici", ha scritto Léon Paul Fargue. Questo desiderio di trascendenza ben si adatta a descrivere l'arroventato   universo poetico di Mahler. Nel terzo movimento della sua quarta sinfonia, il compositore boemo ha una vera e propria "visione di paradiso", visioni che si susseguono incessantemente anche nelle sue altre sinfonie e, in particolare, nell'Ottava, dove la Weltanschauung mahleriana si realizza all'unisono con quella goethiana:

"Alles Vergängliche ist nur ein Gleichnis", "tutto ciò che passa è solo un simbolo". Nella Terza sinfonia, è invece il tema dell'eterno ritorno della natura a risuonare in tutta la sua enigmatica e sotterranea potenza. E' proprio dirigendo questa sinfonia che il cuore del grande direttore Dimitri Mitropoulos ha cessato di battere. Una volta Mahler disse al direttore e amico Bruno Walter che si era soffermato ad ammirare un paesaggio montano dell'Alta Austria: "non stare a guardare, è tutto nella mia sinfonia", facendo allusione alla terza che aveva appena ultimato. Per quanto mi riguarda, invece, mi basta di essere riuscito a cogliere anche un piccolo frammento di quella incommensurabile bellezza.

DIPINTI