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Luca Giannini, la luce e il ricordo Ho conosciuto Luca in Accademia. Mi ha colpito sin dall'inizio la sua maniera di usare il colore e il suo grande intuito pittorico. La sua arte si esprime attraverso una pittura materica, densa, dove il colore è ricordo, vibrazione dell'anima. E' con la luce e il colore che Luca costruisce le sue immagini, che rende visibile la forma, come in una sorta di "epifania dell'invisibile". Egli parte dalla realtà oggettuale per poi trasfigurarla, arricchirla di significati, di simboli, come in un progressivo processo di "cristallizzazione" che manifesta la "cosa" rappresentata in tutta la sua complessità e ricchezza interiore. Le cose, suo malgrado, assumono significati "altri" e diventano rappresentazioni di una realtà evanescente e misteriosa, come in "Mercati", dove una |
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porta di luce suggerisce l'esistenza di mondi sconfinati, o come in "La finestra sul canale", suggestivo paesaggio che si materializza attraverso vibrazioni impercettibili di luce e di colore. Le immagini di Luca ci proiettano così verso mondi lontani, frammenti del passato, come in "La casa vecchia", con i suoi colori tenui e delicati, pronti a restituirci intatto un mondo palpitante di ricordi, o come in "Notturno catalano", dove la luce illumina gli oggetti e le cose dall'interno, come una sorta di luce interiore, spirituale, rendendoli incandescenti. In "Marzamemi", l'artista fa invece esplodere la propria tavolozza in una "sagra" selvaggia di luci e di colori. Il percorso artistico di Luca, contraddistinto da una grande dedizione all'arte e da una consapevolezza, tal |
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volta dolorosa, del difficile compito dell'artista nella società odierna manifesta, nelle sue opere più propriamente "concettuali", come "Dualità", il lato "oscuro" dell'uomo in tutta la sua drammaticità. |