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Rheingold. Wotan si sarebbe forse così docilmente rassegnato alla propria fine se non avesse avuto quantomeno il vago presentimento di un nuovo inizio? Non è forse la figura del Dio stesso un mirabile esempio di amor fati? Così si spiega anche il carattere marziale e ascendente del tema della catastrofe. Una catastrofe voluta, amata e desiderata da Wotan. Allo stesso modo, l'Olocausto di Brunhilde non è una marcia al supplizio, ma un solenne e maestoso incedere verso un Destino compreso e voluto, vero e proprio varco per l'eternità, strumento per l'eterno ritorno di tutto ciò che è stato, compreso Sigfrido, il cui tema, nel finale dell'opera, risuona forte e chiaro negli ottoni, sovrastando i temi dell'elemento primordiale e del crepuscolo degli déi. Così ora possiamo comprendere anche |
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il significato di quella pausa musicale sublime e straordinaria, carica di tensione, che precede le ultime battute del Ring: è l'attimo della decisione suprema, il momento in cui viene decretato l'annientamento o l'eterno ritorno di tutte le cose. E' il momento in cui l'orchestra fa vibrare negli archi, fortissimo, il tema della redenzione d'amore! E' l'accettazione entusiastica di tutto, il sì alla vita ed al suo eterno ritorno. La filosofia wagneriana si riallaccia così alla dottrina nietzschiana, quasi da apparirne una sorta di trasfigurazione musicale. In questa ottica, anche il divario ideologico tra il musicista e il filosofo tedesco, mirabilmente analizzato da Massimo Mila in "Tra Wagner e Nietzsche" parrebbe affievolirsi, così come anche il dissidio più |
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tardo -e ben più aspro!- sul Parsifal. Anche nell'ultimo capolavoro wagneriano, infatti, è dato di scorgere più una convergenza, se non di pensiero, quanto di Stimmung tra i due "pensatori" tedeschi. Tra il prosternarsi di Wagner "derelitto e a brandelli, dinnanzi alla croce cristiana" -come scrive il filosofo tedesco - e la ricerca metafisica di Nietzsche, il suo infinito e ineliminabile bisogno di trascendenza, mi pare infatti di scorgere più un'identità nel sentire, che una divergenza aridamente arroccata su questioni puramente ideologiche, che di gran lunga supera, nel suo slancio dionisiaco, ogni residuo di fredda e calcolata contrapposizione. Il carattere circolare del Ring costituisce la base stessa su cui poggia |